L'ALITO DELL'OMBRA

Negli artisti più completi l'operato nei diversi ambiti artistici è delimitato da esili confini, tuttavia risulta sempre riconoscibile una priorità tecnica o disciplinare, cosi, nell'opera complessiva di Rosario Amato che pratica la pittura e, se pur con una produzione abbastanza limitata, anche la scultura, la grafica occupa una parte cospicua per quantità, per impegno convinto e qualità di esiti.

Il disegno scopre i nervi dell'immaginare piuttosto che lo scheletro dell'immagine e nel corpus dei suoi disegni Amato ci dà più che sé stesso, più di un mondo: ci dà il senso in un infinito che prende forma nel linguaggio.

Rosario Amato è per niente "naturale" ed ha avuto intuizione, lui per primo, che il colloquio cordiale, disteso con il mondo gli è precluso. Per rendere partecipi delle proprie tensioni esistenziali spinge l'espressività al limite scavalcando i sofismi intellettualistici. Adotta i segni di un descrivere e narrare più in profondità che in sequenza. Nelle incisioni la sua cifra stilistica non è per le finezze di morsura con le vibrazioni sottili appena avvertibili sulla lastra, si riconosce nella grafia decisa di segni tracciati in punta di stilo e tutti infusi della stessa sostanza di luce, oppure nella trama neghittosa di un segno insistito, nella tessitura capace d'inseguire l'intreccio bituminoso dei neri o il bagliore accecante della luce.

Il colore, quando viene usato, evita accuratamente allusioni all'impasto organico, Amato attribuisce valore puramente segnaletico al croma, svuotato d'ogni illusionismo e naturale corporeità, ma non di valenze simboliche.

L'arcano silenzio del mito sovrasta il frastuono della storia, è l'anima del tempo che pulsa nei disegni e nelle incisioni di Rosario Amato: languori antichi che si confrontano con la solitudine spoglia del presente, è un fluire lento di passioni e di sentimenti che s'infrangono nella pagina disadorna dell'esistenza. È la dimensione dionisiaca dell'essere, la sua evanescenza in una materia fragile, perché trascendente e spirituale, sono incubi ctonici che ammoniscono lo sguardo sulle presenti tragedie e future disgrazie. Natura epica della storia, sentimento comune di un destino che si è fatto ineluttabile.

In questa controversa contemporaneità l'opera incisa di Rosario Amato rappresenta una delle voci più autentiche dell'arte, sia per l'originale sintassi iconografica, che l'artista siciliano ha elaborato nel corso di una quarantennale attività creativa, sia per l'abilità consumata nell'esecuzione delle tecniche incisorie tradizionali che possiede per sua naturale predisposizione. Tutti elementi che concorrono alla formazione di un linguaggio poetico fortemente evocativo che si esercita sullo spartito di una cultura figurativa quale è stata quella che ha informato la sostanza delle prime avanguardie del novecento, aggiornandone i contenuti sul piano di un'ideale, quanto mai possibile, affinità poetica.

Le sue opere sono come filamenti poetici di metalinguaggi figurativi, sapientemente dosati e sovrapposti in allusive, inaspettate alchimie pittoriche e grafiche, impreziositi dalla nobile compostezza di un tessuto grafico che scava e mette in risalto la diversa natura della materia, dei fenomeni, dei sentimenti, dell'esistenza, vivificandole di luce o dissolvendone l'essenza dell'alito di un'ombra.


Alberto Randisi, Marzo 2011 - Collana "Riflessi" (Ed. Dell'Angelo) - Link